CODICE ETICO E DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI OGNI ALTRA FORMA DI DISCRIMINAZIONE
1. Destinatari del Codice di Condotta per la Safeguarding
I Destinatari del Codice di Condotta sono i tesserati, dirigenti, le atlete/gli atleti, i tecnici, ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale, i genitori o i soggetti cui è affidata la cura delle atlete/degli atleti o i loro delegati, il personale dipendente, i lavoratori autonomi, i collaboratori, i volontari e i tirocinanti (retribuiti e non retribuiti).
Il presente “Codice Etico e di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra forma di discriminazione” (di seguito Codice Etico e di Condotta) è redatto dall’A.S.D. Baseball OLD RAGS Lodi (di seguito l’Associazione) come previsto dal D.lgs. n 39 del 28/02/2021 e utilizzando le linee guida pubblicate dalla FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball).
2. Diritti dei tesserati
Tutti i tesserati hanno il diritto fondamentale di essere trattati con rispetto e dignità, di essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva. Il diritto alla salute e al benessere psico fisico dei tesserati costituisce un valore prevalente rispetto al risultato sportivo e pertanto tutti i tesserati hanno il diritto a svolgere l’attività sportiva in un ambiente consono e degno, nonché rispettoso dei diritti della personalità e della salute.
3. Condotte vietate
| CONDOTTE VIETATE | DESCRIZIONE |
| Abuso Psicologico | Qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, di dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali. |
| Abuso fisico | Qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti) che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psicofisico del minore tanto da compromettergli 3 una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping. |
| Molestia sessuale | Qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso di natura verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio, o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante. |
| Abuso sessuale | Qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contato, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderato, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati. |
| Negligenza | Il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale presa conoscenza di uno degli eventi, o atti o contegni di cui al presente documento ometta di intervenire causando un danno, o permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato. |
| Incuria | La mancata soddisfazione delle necessità fondamentali dell’atleta a livello fisico, medico, educativo ed emotivo. |
| Abuso di matrice religiosa | L’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto dell’atleta di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume. |
| Bullismo, cyberbullismo | Qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o latri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o piò tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti a intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima). |
| Comportamenti discriminatori | Qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale. |
4. Doveri e obblighi
Al fine di creare un ambiente sportivo sano, sicuro e inclusivo, i tesserati devono rispettare le prescrizioni individuate dal Codice di Condotta per la Safeguarding.
Ogni tesserato deve comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo.
Tale principio generale comporta un implicito riferimento al principio del c.d. fair play, ossia il “comportamento rispettoso delle regole, che garantisce le stesse opportunità ai diversi contendenti, nello sport, nella politica e nei rapporti umani e sociali” che dovrebbe indirizzare il comportamento del tesserato nello svolgimento delle sue attività sportive.
I principi di probità e correttezza, invece, consistono rispettivamente nell’agire moralmente onesto del tesserato e nel rispetto che lo stesso deve riservare agli altri, sia dentro sia fuori dal campo.
I tesserati devono astenersi dall’utilizzo di un linguaggio inappropriato o allusivo.
Tale tipo di astensione è estesa anche nei confronti del linguaggio corporeo e delle situazioni ludiche, nelle quali l’utilizzo delle stesse possa essere considerato giocoso e scherzoso.
Ne deriva un dovere di utilizzo di una comunicazione che possa considerarsi appropriata in qualsivoglia contesto, tendendo a escludere espressioni che, seppur pronunziate in un contesto goliardico, possano risultare offensive, inadeguate o possano cagionare uno stato di disagio al soggetto verso cui sono rivolti.
Nell’alveo del “linguaggio inappropriato”, vi rientrano gli insulti, i commenti razzisti, sessisti o, più in generale, qualunque forma comunicativa che venga recepita come offensiva o intimidatoria.
L’estensione al linguaggio corporeo fa sì che vengano ricompresi anche eventuali gesti volgari.
I tesserati dovranno garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo.
Ciò comporta che i tesserati dovranno evitare comportamenti potenzialmente rischiosi per la salute degli altri, impegnandosi attivamente al fine di creare un ambiente positivo. Si fa riferimento, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, alla creazione di un ambiente sano e sicuro nel corso degli allenamenti e delle competizioni, nel pieno rispetto della normativa in materia di sicurezza. Solo così, si potrà garantire il benessere dei tesserati, posti al sicuro da eventuali condotte rischiose che possano cagionare un danno alle loro condizioni fisiche e psicologiche.
Ciascun tesserato deve impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana.
I tesserati sono chiamati a supportare gli altri nei percorsi educativi e formativi, promuovendo una cultura dello sport che valorizzi il benessere fisico e mentale.
Ciò comporta non soltanto la promozione di valori positivi, quali ad esempio quelli di disciplina e rispetto, ma anche l’adozione di pratiche di allenamento che possano reputarsi sicure e appropriate.
I tesserati devono impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva.
Tutti i Destinatari del Codice per la Safeguarding sono responsabili della creazione di un ambiente sano, sicuro oltre che inclusivo che garantisca la dignità, l’uguaglianza, l’equità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, con un’attenzione particolare ai minori. In particolare, i dirigenti e i tecnici devono impegnarsi attivamente per il benessere dell’atleta.
L’Associazione garantisce la rimozione degli ostacoli che impediscono la promozione del benessere delle atlete/degli atleti, in particolare se minori, garantendo il loro sviluppo psico
fisico secondo le relative aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità.
L’Associazione riconosce la diversità come un valore e si impegna a rispettare le differenze individuali e garantisce la partecipazione di tutti i tesserati in modo effettivo e inclusivo, rispettando le diverse aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità di ciascuno.
L’Associazione garantisce che tutti i destinatari abbiano ben chiari i concetti di abuso psicologico e fisico, abuso di matrice religiosa, molestia e abuso sessuale, negligenza, incuria, bullismo, cyberbullismo e comportamenti discriminatori.
In particolare, i Dirigenti sportivi e i Tecnici devono:
– attivarsi per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
– evitare ogni sorta di abuso della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, in particolar modo se minorenni;
– evitare ogni contato fisico non necessario con i tesserati;
– astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore;
– assicurarsi in tutte le occasioni in cui il tecnico o altro membro dello staff accompagna gli atleti da casa all’impianto sportivo e viceversa, anche in caso di trasferte, che si sia sempre affiancati almeno da un altro membro dello staff;
– instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale e ottenere, in caso di atleti minorenni, l’autorizzazione scritta dagli stessi o la loro presenza in caso siano programmate sedute di allenamento individuali e/o in orari non usuali;
– astenersi, sia in allenamento sia in trasferta, dal condividere con gli atleti minorenni bagni, spogliatoi, stanze e altri spazi;
– astenersi da comunicazioni di natura intima con il tesserato minore anche mediante l’uso dei social network;
– segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari e interromper ogni contato con il tesserato minore qualora si percepiscano situazioni di ansia, timori o disagio derivanti dalla propria condotta;
– astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le preventive autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o da coloro che risultano da essi delegati;
– riferire agli esercenti la responsabilità genitoriale (o ai loro delegati) qualsiasi infortunio o incidente capitato al minore.
Gli atleti devono:
– rispettarsi reciprocamente applicando il principio di solidarietà;
– comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di disagio, ansia e timore che riguardino sé o altri;
– mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti, con i tecnici, dirigenti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;
– evitare contati e situazioni di intimità con dirigenti e tecnici segnalando tempestivamente eventuali comportamenti inopportuni al Responsabile Safeguarding;
– astenersi dal diffondere immagini di natura privata o intima ricevute, segnalando comportamenti difformi al Responsabile Safeguarding.
5. Comportamento da tenere in caso di possibile condotta rilevante.
Chiunque, tra i soggetti destinatari del presente codice, sospetti comportamenti rilevanti deve rivolgersi al Responsabile Safeguarding dell’Associazione secondo quanto riportato nel Modello Organizzativo di Controllo e Safeguarding in materia di segnalazioni o rivolgersi direttamente al Safeguarding Officer della FIBS.
6. Privacy
Il Responsabile Safeguarding dell’Associazione e il Safeguarding Officer della FIBS sono tenuti agli obblighi di riservatezza; in particolare non può essere rivelata l’identità del segnalante a persone diverse da quelle competenti a ricevere le segnalazioni.
7. Revisione del Codice
Il presente Codice Etico e di Condotta è aggiornato dall’organo direttivo dell’Associazione con cadenza quadriennale e comunque ogni qualvolta si renda necessario al fine di recepire le eventuali ulteriori disposizioni emanate dal CONI nonché modifiche e integrazioni delle disposizioni della FIBS.
Per quanto non esplicitamente previsto si rinvia a quanto prescritto dallo Statuto della FIBS, dal Codice Etico e di Condotta, da tutta la normativa approvata dal Consiglio Federale della FIBS, inclusi il “Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui tesserati”, dal “Codice di comportamento sportivo” approvato dal CONI.
Il presente “Codice Etico e di Condotta” è pubblicato sul sito internet dell’Associazione e affisso presso la sede della stessa ed è portato a conoscenza di tutti i soggetti che partecipano, con qualsiasi funzione o titolo, all’attività dell’Associazione nel momento in cui si instaura il rapporto.
